COME MONTI SMONTÒ IL TEMPO DEL CAIMANO
di Stefano Feltri, Il Fatto Quotidiano
Se davvero Silvio Berlusconi ha intenzione di candidarsi premier per tornare a Palazzo Chigi, è bene che tutti si ricordino che Italia aveva lasciato. Il premier Mario Monti parla all’assemblea dell’Abi e invita a confrontare la situazione di oggi e quella del “G20 a Cannes all’inizio di novembre dell’anno scorso”. In quella riunione, la più drammatica di una lunga lista, Monti non c’era ma di quel summit sa tutto, perché il suo governo è nato di fatto in quelle sale del Palais du Cinéma:
“Tutte le testimonianze mi dicono che il mio predecessore presidente Silvio Berlusconi è stato sottoposto a una pressione immagino sgradevolissima e, credo per lui e per il Paese, prossima all’umiliazione”.
Le pressioni erano perché Roma, come Atene, capitolasse chiedendo aiuto al Fondo monetario internazionale, ma questo “avrebbe portato l’Italia a cedere buona parte della propria sovranità sulla politica economica”. I fantasmi di quel vertice di Cannes sono il fondamento, solido e al tempo stesso fragilissimo, del governo dei tecnici.
Per capirlo bisogna rievocare quelle ore lunghissime, tra il 4 e il 5 novembre 2011. Nella zona rossa di Cannes, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy,con il supporto delle istituzioni europee, affondano il governo di George Papandreou: l’idea del premier socialista di fare un referendum sulla permanenza nell’euro viene considerata un affronto. Papandreou viene costretto a ritirare il referendum (che poi la Germania, cambiato parere, proverà a imporre nella campagna elettorale greca) e dopo pochi giorni lascia il governo a Lucas Papademos, il Monti greco.
SISTEMATA la Grecia, Merkel e Sarkozy passano all’Italia. Il 4, Silvio Berlusconi si riunisce a porte chiuse con la cancelliera, il presidente francese e le altre figure chiave della reazione alla crisi. Giulio Tremonti è preoccupato, da mesi sta tenendo i rapporti con il Fondo monetario internazionale, l’unico organismo in grado di sostenere l’Italia in caso di emergenza, anche chiamando a Roma come consulente del governo l’ex direttore operativo John Lipsky. Poi in estate è arrivata la lettera della Bce, firmata da Mario Draghi e Jean-Claude Trichet, che ha permesso al governo Berlusconi di sopravvivere, ma ne ha dettato la politica economica. A novembre è chiaro che il Cavaliere non sta rispettando gli impegni e che i mercati (e la politica sensibile alle loro istanze) chiedono la sua uscita.
“Giulio, la Merkel e Sarkozy mi hanno voluto con loro, in una riunione solo tra capi di governo. E meno male che non volevano neppure farsi fotografare con me, stiamo tornando tra i grandi”, esulta Berlusconi.
L’allora ministro dell’Economia non ritiene opportuno fargli notare che soltanto un altro capo di governo ha ricevuto lo stesso trattamento in quel vertice: Papandreou. Dopo meno di un’ora Berlusconi richiama Tremonti:
“Caro Giulio, sono tutti al nostro fianco, Christine ci ha offerto 60 miliardi a un prezzo assolutamente ragionevole. Non è una bella notizia?”.
Tremonti quasi sviene: il Fondo monetario di Christine Lagarde sta provando a prendere il controllo dell’Italia senza neppure salvarla dal suo debito di 2mila miliardi, ma offrendo peanuts, noccioline, 60 miliardi bastano per un mese. Anche Mario Draghi è sulla stessa linea: farà notare più volte all’amica Lagarde che il Fmi non può impegnarsi troppo nella crisi europea se non ha risorse all’altezza delle ambizioni. Alla fine a Cannes prevale un compromesso umiliante, per usare le parole di Monti, ma sempre meglio del modello Grecia: a Roma arriveranno ispettori del Fmi per seguire i progressi del governo Berlusconi. L’Italia viene spedita, per la conferenza stampa conclusiva, all’ultimo piano, lontano da tutti.
Meglio così, perché Berlusconi reagisce a modo suo: “La crisi è soltanto psicologica, non vedete che i ristoranti sono pieni e sugli aerei non si trova mai posto?”. Tempo dieci giorni e salirà al Quirinale per dare le dimissioni.
RICORDI lontani. O forse no: nell’ultimo mese Monti ha evocato un po’ troppo spesso le pressioni perché l’Italia ricorresse al Fmi. Segno che in tanti, tra Berlino e Washington, sono preoccupati che Roma diventi ancora il potenziale detonatore dell’euro. A differenza di Berlusconi, Monti ha risposto attaccando: niente umiliazioni, ma un meccanismo anti-spread che permetta all’Italia di usare le risorse dei fondi Salva Stati europei per stabilizzare il debito sui mercati, senza sottoporsi a condizioni troppo stringenti, perché i conti li ha già in gran parte risanati.
Il progetto sta funzionando, c’è stato il consenso politico a fine giugno nel vertice di Bruxelles e ora si tratta sui cruciali dettagli tecnici. Per ora l’Italia non vuole chiedere l’aiuto anti-spread, dice Monti, ma “sarebbe ardito” escludere l’e ventualità. Magari dopo le elezioni. Magari con Berlusconi di nuovo al potere. Ammesso che in quel caso lo scudo anti-spread sia sufficiente.
Categorie: Politica, cultura
Come Vorrei Che Gli Italiani ,,,,Dico Gli Italiani ,,,,, Quando Andranno A Votare ,,,, Dessero Una Bella Lezione A Quel Buffone Pedofilo ,,,,,, Guardiamo Se Sarà la Volta Buona Di mandarlo Definitivamente Con Una Badante ………. Mi vengono I Brividi Solo Al Pensarlo ,,,,,, Non Penso ………Ciao ………
A proposito di Enrico Letta e del Pd di cui è vicesegretario, un italiano di accertata probità e lunga militanza nella magistratura, con qualche simpatia per le liste civiche alla Grillo, ha accusato D’Alema, e con lui buona parte del PD, di essere sostenitore occulto di Berlusconi e del PDL, invitando quindi a non votare per gli indegni epigoni del PCI. Enrico Letta ha gettato la maschera. Da sostenitore occulto ad aperto e dichiarato collaboratore del signor B e del suo partito.
Le condizioni elencate da Leonegatti può imporle solo un governo europeo espressione di un Parlamento europeo eletto da cittadini europei, non la BCE. Berlusconi ha più di un argomento per accattivarsi il favore elettorale dei soliti scontenti, protestatari, qualunquisti alla Beppe Grillo.
Solo in Italia un Berlusconi può fare il politico.
http://leparole-ipensieri.comunita.unita.it/2012/07/14/il-ritorno-di-berlusconi-incubo-vero-e-proprio/
Jordì, siamo ancora sulla ribalta mondiale! Cicchitto, Alfano, Belpietro e Ferrara battono le manine a questa sortita che ci danneggia come e più di quanto non fossimo disprezzati e dileggiati l’autunno scorso!!! La reiterazione è un reato ancor peggiore!!!!!
È nipote del cardinal Gianni.
Infatti, Jordì….trattasi della seconda ipotesi!
LETTA HA PRESO UN COLPO DI SOLE OPPURE HA UNA TARA DI FAMIGLIA?
http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ilfattoquotidiano.it%2F2012%2F07%2F13%2Fenrico-letta-il-popolo-della-liberta-e-meglio-di-beppe-grillo%2F292738%2F&h=fAQETvOLS
Grazie Jordì….
“Non ho mai denigrato il Movimento, ma rivendico il diritto di ragionare con la mia testa”….ecco, vedi Balestrazzi, this is the problem!!!! La testa e il conseguente suo buon uso, non è cosa gradita all’establishment Grillo-Casaleggio!!!!!.Per questo i dibattiti devono avvenire solo ed esclusivamente all’interno del blog, così da ridurne l’impatto mediatico, consentendo nel contempo di tenere sotto controllo gli eventuali scapestrati!
Eppure tanti italiani sono disposti ad andare appresso al pagliaccio.
Grillo non gradisce e espelle!
http://www.corriere.it/politica/12_luglio_14/grillina-espulsa-alberti_4f42c7c2-cd74-11e1-bc80-9c2657984b85.shtml.
Noi Italiani abbiamo piena fiducia di chi grida,di chi promette,di chi giura sui propi figli.Noi crediamo a Vanna Marchi,Silvio Berlusconi,,questi ci salvano.Abbiamo ciò che meritiamo
Sta furbescamente cavalcando l’onda di un malcontento generale,ma non ha capito di essere l’origine prmaria di tutto ciò che sta accadendo in Italia,aiutato dalla non volontà,da parte di tutti,di mettere mano ad una nuova legge elettorale.Se torna,e la testa di tanti elettori mi dice che potrebbe anche succedere,bè……suicidio per il nosrto paese!!!!!!
no,no, no……
siamo sognando, è un incubo…..vedrete che quando ci svegliamo è tutto finito……
credo non sia possibile ma se dovessero rieleggerlo.. me ne vado.. stavolta sul serio..
c’è da sperare nei Maia,non dico altro!
Senato approva il fiscal compact con 216 sì. L’Idv si è astenuto e del Pd solo Vincenzo Vita non ha partecipato al voto (al senato valgono come no). La ratifica passa alla camera per il via libera definitivo.
I principali punti contenuti nei 16 articoli del trattato sono:
l’impegno ad avere un deficit strutturale che non deve superare lo 0,5% del PIL e, per i paesi il cui debito è inferiore al 60% del PIL, l’1%;
l’obbligo per i Paesi con un debito pubblico superiore al 60% del PIL, di rientrare entro tale soglia nel giro di 20 anni, ad un ritmo pari ad un ventesimo dell’eccedenza in ciascuna annualità;
l’obbligo per ogni stato di garantire correzioni automatiche con scadenze determinate quando non sia in grado di raggiungere altrimenti gli obiettivi di bilancio concordati;
l’impegno a inserire le nuove regole in norme di tipo costituzionale o comunque nella legislazione nazionale, che verrà verificato dalla Corte europea di giustizia;
l’obbligo di mantenere il deficit pubblico sempre al di sotto del 3% del PIL, come previsto dal Patto di stabilità e crescita; in caso contrario scatteranno sanzioni semi-automatiche;
l’impegno a tenere almeno due vertici all’anno dei 17 leader dei paesi che adottano l’euro.
Ripagare in 20 anni 2.000 miliardi di €. oltre interessi, quota per il fondo salvaStati ( per l’ Italia 125 miliardi di €. all’ anno da regalare alla BCE ) e sanzioni pesantissime per chi non ce la fa.
Semplicemente ridicolo, tanto più in fase di economia reale recessiva.
Adesso chi se ne frega di chi vincerà le prossime elezioni… tanto non potrà più decidere un cazzo, con l’ obbligo di pareggio di bilancio in Costituzione !!!
Leone, dici che i banchi dell’opposizione saranno presi d’assalto?
Probabilmente dai gelatai….
Ognuno ha ciò che si merita.
) volte.
Il merito del suo marcio perdurare è:
- Un po’ suo (ha preparato bene il tutto: pianificando la batteria dei media embedded, a suon di bigliettoni (acquisti perfino in Parlamento), e attraverso i “posti” del “sotto-potere” (clientes) dispensati a destra e a manca;
- Un bel po’ di chi lo vota. (abbindolati, emulatori, idolatri, mazzettari di ogni livello, decerebrati, destrosi, merdaset-dipendentiecc. ecc.);
- E un po’ (TROPPO!!!!) di chi è stato all’opposizione, che troppo spesso ha prestato il fianco, a cominciare da quelli che gli hanno permesso nonostante i conflitti palesi d’interesse di entrare in politica e vincere le elezioni, la prima (1994) delle tre (3
certo, l’alternativa e Bersani con Vendola e di Pietro, l’innesto di casini l’appoggio esterno di Fini il nuovo che avanza : comunisti democristiani e fascisti con le manette di Di Pietro. w L’Italia ……….
Non voglio neppure pensare ad una evenienza del genere, che l’Italia possa ancora votare per questo buffone!
Sembra dall’articolo di un giornale non certo filo-governativo, che il lavoro di ricucitura sia economica che di credibilità, dell’attuale presidente del consiglio, abbia ottenuto vistosi effetti. Pensa il patonza di ripiombare nell’arena internazionale per distribuire le sue pillole di saggezza economico-finanziaria? Pensa che i leaders abbiano nostalgia delle sue scurrili e patetiche battute? Pensa di farci vergognare di essere italiani quando varchiamo i confini? Domande retoriche, lo so….lui pensa solo ai cazzi suoi!
Dall’ articolo si può desumere il tenore di quella che sarà, nell’ Italia dell’ aprile 2013, la campagna elettorale del patonza.
Anche se non vincesse, avrebbe modo di essere determinante, almeno per quello che interessa a lui.
Del resto, da qui ad allora, potrà anche contare su non votanti, aventiniani ( M5S ) e su tutti quelli che proprio non ce la fanno più a campare.
pensare di precipitare ancora nella mani (bucate) di quell’idiota è davvero un incubo !!!!!!